Trevi Holding

Memorie di cantiere

Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore

Augusto Bondanini · 2001–2003

Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore

2001 – 2003 Augusto Bondanini

Era una mattina dell’ Agosto 2001, stavo facendo un po’ di footing nel parco di Levante di Cesenatico; ricordo che correvo piuttosto adagio perché avevo già sessanta anni. Ad un tratto vedo mia moglie Giovanna che sta arrivando in bicicletta con un telefonino in mano. Come mi raggiunge mi passa il telefono dicendo: “E’ Trevisani”. “Sarà sicuramente qualche guaio” penso io ma sorrido, non voglio preoccuparla. “Buongiorno” dico, e aspetto di sentire se e quale guaio. “Bondanini sono arrivati da Boston i risultati della gara di George Dam. Trevi è prima con 53 milioni di dollari, Bauer è seconda con 83 milioni e Soletanche è terza con 87 milioni.” Dice tutto d’un fiato Gian Luigi Trevisani. Non dice niente altro, ma il silenzio che si stende fra noi è eloquente. Dice che Gian Luigi Trevisani è molto preoccupato. E non può essere altrimenti, i due concorrenti citati sono qualificatissimi, e normalmente dividono con noi le prime tre piazze nel mondo delle Fondazioni Speciali. Non ci sono altri concorrenti in questa gara, siamo le uniche tre imprese al mondo che possono affrontare un lavoro così rischioso come lo studio e l’esecuzione di un diaframma impermeabile profondo cinquanta metri ed eseguito da acqua. E Trevisani parla con me perché in quel momento mi considera il responsabile di questa commessa; ero stato il capo missione durante la visita al sito del cantiere ed ho poi elaborato il progetto esecutivo, ovviamente con l’aiuto di un Team Trevi molto qualificato che comprendeva due geologi di grande esperienza, Quarantini e Siepi, autentici assi nel definire nei dettagli tutti i metodi costruttivi. Trevisani attende da me qualche spiegazione. Ma riesco solo a balbettare: “sono numeri che non capisco”; “ma Lei ci crede ai suoi numeri ?”; “Si” rispondo io” e sono convinto che con quei numeri avremmo un profitto superiore allo standard attuale in USA”. Riesco a dire con forza, anche se ho ancora qualche perplessità dentro. “Bene” dice Gian Luigi “faremo un controllo dei costi con un programma informatico diverso da quello che avete usato a Boston e se tutto è a posto accetteremo il risultato della gara entro lunedì prossimo. Come saprà abbiamo solo una settimana di tempo per confermare la nostra offerta o ritirarla, quindi non c’è tempo per verificare nel dettaglio tutti i metodi costruttivi, ma solo per rivedere i calcoli dei costi.” Saluto il capo e poi mi siedo per terra. Sono stordito, è assolutamente impossibile che le altre due imprese abbiano entrambe sbagliato, commettendo

gli stessi errori e pervenendo ad un risultato simile fra loro, ma enormemente diverso dal mio. Ci penso un giorno e una notte, non mi viene in mente niente di rassicurante. Alla fine decido che verosimilmente i nostri super concorrenti devono aver usato un metodo costruttivo molto più complicato e quindi più costoso. Non ne ero del tutto convinto, però era una decisione che mi permetteva di sopravvivere e di continuare a lavorare. Va anche detto che il Tender era stato studiato in Associazione con l’Impresa Rodio, rappresentata da gli Ingegneri Daniele Fallini e Carlo Crippa. Ci eravamo divisi il lavoro così: Trevi studiava la costruzione dei pali secanti da pontone, pari a circa l’80% del contratto, Rodio studiava i lavori con la fresa nelle spalle e a terra, pari a circa il 20% del contratto. A causa dei tempi molto ristretti, ci incontrammo solo un paio di volte prima della gara. Fino ad allora, sembravamo tutti molto convinti sia dei nostri metodi che dei nostri costing. I contatti fra i due gruppi, dopo l’acquisizione del contratto, furono tenuti da Stefano Trevisani, Responsabile della sede Trevi di Boston e ottimo tecnico. Va anche detto che quando il cantiere ebbe inizio le cose cambiarono totalmente: Bondanini non fu mai coinvolto dalla gestione del cantiere mentre Fallini e Crippa la seguirono molto attentamente. Per Trevi il lavoro fu seguito da Stefano Trevisani con l’assistenza di alcuni Ingegneri della sede di Boston e dal Geologo Maurizio Siepi. Non ho mai saputo con esattezza che cosa avessero previsto i nostri concorrenti e perché i nostri numeri fossero così drammaticamente diversi, ma sembra che sia Bauer che Soletanche abbiano immaginato di eseguire un diaframma plastico da acqua utilizzando una sequenza di pannelli rettangolari, una delle cose più difficili e rischiose che puoi fare nella geotecnica applicata. Trevi comunque accettò il contratto e lo eseguì senza difficoltà con il sistema previsto da me e dal mio ferratissimo team di specialisti. Il cantiere andò bene, realizzando un ottimo risultato economico. All’esito positivo del cantiere concorse uno staff particolarmente ferrato, residente in cantiere dall’inizio alla fine dei lavori. • Riccardo Saleh, Project Manager • Stefano Valagussa, Deputy Project Manager • Edoardo Ferber, Construction Manager • Wesley Schmutzler, Senior Quality Control Officier

Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore

Tutta gente di grandissima esperienza, tranne forse il Valagussa che essendo molto giovane era forse il meno esperto, ma dotato di grande intelligenza tanto che anni dopo divenne il Presidente della impresa americana TreviIcos. Non avemmo più occasione di riparlarne con Gian Luigi Trevisani ma questo mi fece sentire ancora più sicuro e confidente nei confronti dell’Impresa. Sapevo che nessuna altra Impresa avrebbe accettato un rischio così forte, ma Trevi era diversa da tutte le altre. E che la qualità di uomini come Davide e Gian Luigi Trevisani non trovava riscontro in nessun altra Impresa di Fondazioni Speciali nel mondo.

Post Scriptum … a qualche anno di distanza vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione.

Siamo riusciti ad eseguire il nostro progetto con relativa facilità (si fa per dire, restiamo pur sempre nell’ambito delle cose più difficili da fare) anche grazie all’aiuto di un gande esperto Soilmec, l’ing. Marco Pedrelli, che progettando una guida idraulica perfetta per l’infissione dei pali ci ha risolto gran parte dei problemi di tracciamento ed allineamento di tutti i nostri pali. In buona sostanza: Il progetto è riuscito perché siamo riusciti a semplificarlo al massimo sia come ideazione che come schemi esecutivi. Anche il fatto che i nostri concorrenti per ottenere il medesimo risultato fossero costretti ad usare tecniche più complesse e quindi molto più costose va in qualche modo a merito di Trevi. Alla fine dobbiamo convenire che ancora una volta aveva vinto la filosofia di Davide Trevisani: semplifica il lavoro e avrai un grande risultato.

Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore
Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore
Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore
Diga di W. F. George — Diaframma plastico con pali secanti offshore