Trevi Holding

Memorie di cantiere

Walter F. George Dam

Prima paratia continua di pali secanti eseguiti sott’acqua · 2001–2004

Walter F. George Dam

Walter F. George Dam “Prima esecuzione al mondo di paratia continua di pali secanti eseguiti sott’acqua”

Luogo: Eufaula, Alabama, Distretto di Mobile Importo lavori: 56 Milioni di Dollari Durata: Agosto 2001 – Gennaio 2004

La prima occasione viene nel 2001 ed è alla diga di Water F. George tra Georgia e Alabama, (il confine passa a metà della diga) sul Chattahoochee River dove è necessario realizzare la costruzione di una barriera impermeabile, una paratia in calcestruzzo, in inglese: Water Cut Off Wall. Siamo nel profondo sud Americano, in cittadine dal sapore storico in cui il tempo a volte sembra si sia fermato agli anni del famoso film “Via con Vento”. Un’area diventata famosa in passato per le piantagioni di cotone e la presenza di dimore storiche che riprendono i classici dell’architettura italiana rivisitata in chiave del tempo. La diga ha perdite nelle fondazioni e la paratia impermeabile di calcestruzzo da costruire, ha come caratteristica principale quella di dover essere eseguita dal fondo del bacino del lago, a monte della diga stessa, dove il battente d’acqua è profondo ca. 30 metri; da lì dovrà raggiungere 30 metri di profondità. Non si è mai realizzato nel mondo un simile lavoro ed è quindi una prima assoluta …con tutti i rischi associati. La difficoltà costruttiva della paratia era aumentata anche dal fatto che l’allineamento della paratia di pali secanti avrebbe dovuto attraversare trasversalmente il Navigation Lock, cioè il canale che permetteva il passaggio di imbarcazioni dall’invaso a monte della diga alla zona a valle. Una specie di piccolo canale di Panama che si presentava come una struttura in calcestruzzo di più di 30 metri di altezza, per la maggior parte sott’acqua, che inizialmente si era presupposta non armata. Problema: come si taglia un muro del genere trasversalmente per toglierne una fetta e permettere il passaggio della paratia che dobbiamo costruire? Mai fatto un lavoro simile al mondo. Un’altra prima assoluta. A Walter F. George si decide di partecipare alla gara in Joint Venture con Rodio, il nostro principale concorrente italiano per dividere il rischio e per utilizzare anche la loro maggiore esperienza nell’utilizzo delle idrofrese, attrezzature idrauliche messa a punto negli ultimi anni per realizzare proprio paratie in calcestruzzo. Il metodo di lavoro selezionato per la maggior parte del tracciato prevede l’esecuzione di pali interconnessi l’uno con l’altro per ottenere una barriera continua ed è studiato dal team Trevi a Cesena e quello per l’attraversamento del Lock tra Milano (Rodio) e Cesena (Trevi); in una riunione finale a Boston negli uffici della TREVIICOS si dovrà trovare la soluzione finale. La conclusione del lavoro fatto a Cesena tra l’ufficio Tecnico e quello Gare è un serie di pali da 1400 mm di diametro secanti tra di loro per permetterne la continuità. Il contributo importante nella definizione del sistema è di Augusto Bondanini e Saverio Quarantini che ricordo ancora in un incontro a Cesena nel

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suo ufficio dove mi spiega come i pali dovranno essere ben verticali anche con 30 metri di acqua. C’è da risolvere adesso il tema dell’attraversamento dei muri del Navigation Lock. Tra le tante menti con esperienze precedenti di TREVI e di Rodio, nelle riunioni a Boston per studiare il diaframma con fresa e il taglio del Lock, vengono espresse svariate idee ma c’era sempre qualcosa che non quadrava, qualche cosa che non tornava. Io ero presente, allora responsabile delle operazioni in USA per la Trevi: cercai di dare il mio contributo; a quel tempo ero il più giovane del team, con solo qualche anno di anzianità nella Trevi, senza grandi progetti realizzati alle spalle ma proposi un sistema utilizzando l’idrofresa idraulica modificata e una serie di tubi spalla da installare come supporto laterale in modo che la parte fresante fosse sempre guidata. Mi guardarono tutti con sorpresa e Daniele Fallini, il super tecnico super esperto di Rodio, persona che poi avrei conosciuto molto bene e molto apprezzato negli anni a venire per averci lavorato insieme su molti progetti, uomo di poche parole e grande praticità, dopo una valutazione veloce, attenta e precisa, nel silenzio generale dice: “si può fare”. Marco Ziller responsabile Rodio per l’estero conferma, Giovanni Dugnani, ex dirigente Rodio, responsabili in USA della Treviicos e grande esperto di lavorazioni di dighe, conferma. Adesso c’erano tutte le soluzioni per poter partecipare, ….sulla carta. Il progetto è aggiudicato alla Treviicos-Rodio J.V. il 14 agosto 2001! Mi arriva la notizia in Sardegna dove sono con la famiglia in vacanza per qualche giorno ma insieme alla buona notizia arriva anche la sorpresa che siamo con una importante differenza di prezzo con gli altri concorrenti: Bencor e Soletanche Bachy. Dopo qualche verifica interna Gianluigi prende la decisione di andare avanti e comincia la grande avventura. Alla fine dell’anno la squadra è già in cantiere con le migliori persone che le due società potessero mettere in campo. Argentini, Italiani, Americani formano subito una squadra competente e fortemente motivata per dimostrare di saper fare il lavoro. Ricardo Saleh Project Manager, Stefano Valagussa Vice Project Manager, Eduardo Ferber Construction Manager, Wes Schmutzler controllo qualità e responsabile sicurezza e tanti tecnici con tanti anni di esperienza a presidiare le operazioni più delicate. Tra le enormi difficoltà iniziali la nuova squadra si confronta con le problematiche dovute all’organizzazione, alla logistica, alla messa a punto della tecnologia dei pali secanti, come abbiamo detto mai eseguiti da nessuno prima nel mondo, la gestione della verticalità e la loro esecuzione; dopo mesi di sofferenza si arriva però a mettere in piedi un sistema di produzione industrializzato e altamente produttivo che fa immediatamente ben pensare per il proseguio dei lavori. Rimaneva un problema, tra gli altri, in un progetto così complesso e cioè il fatto che in realtà l’attraversamento dei muri del Navigation Lock si presenta molto più complesso delle stime. I muri da attraversare risulteranno essere armati con pesanti barre per tutta lunghezza che sono da tagliare o da rimuovere. Un incubo non previsto che potrebbe vanificare tutto lo sforzo fatto. Non rimane che andare a metter in funzione il sistema studiato a Boston, unico a nostra disposizione e completato dal team con un sistema che utilizza un filo diamantato per tagliare la parte più alta dei muri. Dopo i primi giorni di grande apprensione e preoccupazione con lo stupore di tutti il sistema funziona molto bene anche in queste condizioni così estreme. In effetti l’idrofresa riesce a tagliare i muri per tutta la lunghezza, sia il calcestruzzo che le pesanti armature, permettendo quindi al sistema di pali secanti di completare il Cut Off Wall per l’intero allineamento previsto. I pali secanti furono una semplice ma geniale soluzione che, una volta messo a punto, si rilevò un metodo industriale di alta produttività. Il progetto fu un grande successo tecnico/economico per tutti, per il cliente

USACE e per i soci della JV Trevicos-Rodio grazie soprattutto al team di lavoro che era riuscito per i pali, a mettere in pratica una soluzione tecnologicamente valida, studiata al tavolino, ma da gente con grande competenza. Tra orari di lavoro lunghissimi, riunioni infinite, tanto lavoro sulla diga e qualche serata di svago a base di Porceddu sardo preparato dal buon Giuseppe Piras, un team di italiani, americani, argentini, uniti come se fossero della stessa impresa, riuscì in un compito difficilissimo e non scontato e con più di 530.000 ore/uomo di lavoro senza incidenti. Il progetto segnò un passo determinante per il futuro della TREVI in USA e nel mondo; la Joint Venture fu anche un segnale precursore del futuro delle due società che vi parteciparono. Nel 2005 Rodio diventa parte di Trevi e mi trovo a lavorare fianco a fianco per 15 anni con tutto il team Rodio della diga di Walter F. George e con grandissima soddisfazione. Nel 2010 Stefano Valagussa verrà nominato Presidente di Treviicos Corporation, nei dieci anni successivi una delle realtà più dinamiche del Gruppo Trevi.

Walter F. George Dam