Trevi Holding

Memorie di cantiere

LPV 111 — New Orleans

Consolidamento dei terreni con il sistema Trevi Turbo Mix · 2009–2011

LPV 111 — New Orleans

LPV 111 “ Il più grande lavoro in USA di consolidamento dei terreni con il sistema del Trevi Turbo Mix eseguito con tempi di costruzioni molto ridotti (Fast Track) Partnering totale con USACE per la definizione del progetto (Early Contractor Involvement) “ Luogo:

New Orleans, Louisiana Distretto di New Orleans 98 Milioni di Dollari Giugno 2009 – Giugno 2011

L’uragano Katrina colpisce le coste della Louisiana nell’agosto del 2005 creando devastazione e morte. Negli anni successivi USACE è sempre più coinvolta nei lavori di riparazione e manutenzione delle aree colpite e agli inizi del 2009 indice una gara per intervenire su 5,2 miglia di argini a sud est di New Orleans che devono essere alzati di quasi 4 metri come protezione per eventuali innondazioni; il contratto da aggiudicare è chiamato LPV 111. Nel contratto è prevista una quantità enorme di consolidamenti del terreno per mezzo di miscelazione meccanica, una delle specialità della Trevi, ma anche diverse altre lavorazioni e non è facile trovare una impresa generale con cui allearsi per partecipare. All’inizio del 2009 siamo alla disperata ricerca di partner ma non troviamo nessuno. Il progetto spaventa. Ci sono da eseguire un milione mezzo di metri cubi di miscelazione meccanica che servono da supporto e da fondazione al maggiore peso dei nuovi argini da realizzare. Non si è mai fatto un progetto di queste dimensioni in USA, mai realizzato da nessuno specialista e da nessuna impresa generale. Alla fine di Marzo siamo ancora senza la possibilità di partecipare e mancavano poche settimane alla gara. C’era a nostra conoscenza solo un gruppo di imprese, guidate da Odebrecht, interessate e Keller ha già in mano l’ accordo con loro come specialista per la miscelazione meccanica. Più in dettaglio, in realtà, avevamo concluso un accordo preliminare con Odebrecht ma alla fine hanno scelto Keller fidandosi più di loro e lasciandoci a piedi. Sono in ufficio a Cesena e mi chiamano da Boston oramai demoralizzati e delusi. Dicono che non c’è più tempo oramai, tutti i tentativi fatti di parlare con imprese conosciute per partecipare insieme sono stati inutili e noi da soli non possiamo partecipare perché non abbiamo le qualifiche necessarie. Mancano poco più di due settimane alla gara e non c’è possibilità. Io contavo molto su questo progetto, siamo in mezzo ad una crisi internazionale a seguito degli eventi del settembre 2008, il crollo dei mercati, la crisi finanziaria che ha colpito tutto il mondo. In Medio Oriente, nostra roccaforte negli anni precedenti, si preannunciano

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mesi di poca attività e sono pochi i paesi dove possiamo fare qualcosa di più. E’ vero che siamo già molto impegnati in USA dopo l’aggiudicazione della diga di Wolf Creek, ma questo è un progetto dove sento che possiamo fare bene e dobbiamo fare di tutto per partecipare. Dico a Stefano, Franco, Renzo, che non ci fermiamo che dobbiamo continuare a cercare. Gli dico deciso che non ci possiamo fermare, non adesso, di riprendere in mano la situazione e di cercare fino all’ultimo giorno utile. Voglio fare questo lavoro. Saluto e chiudo la conversazione. Anche in Italia cerchiamo imprese interessate a lavorare con noi ma il progetto di USACE spaventa. E’ un lavoro dai tempi di esecuzione ridottissimi per cui bisogna partire bene fin dall’inizio e questo spaventa molte imprese. Dopo qualche giorno Stefano mi chiama da Boston , con una piccola speranza. Ha parlato con una impresa che con un partner stanno valutando il progetto dell’LPV111 ma non hanno ancora deciso. Si chiamano Archer Western e Alberici e si sono presi qualche tempo per valutare la cosa. Mancano pochi giorni alla gara quando arriva la notizia. Vogliono fare le ultime verifiche con noi in una riunione congiunta a St. Louis per poi proseguire con la gara se tutto torna oppure no. Il team di Boston e quello dall’Italia si mettono al lavoro e in un paio di giorni siamo a St. Louis con Fabrizio Leoni, Carlo Crippa, StefanoValagussa e Renzo Grando da Boston. Cinque giorni di lavoro frenetico, stime, valutazioni e il sabato di Pasqua rientriamo in Italia con l’accordo in tasca per andare avanti a presentare l’offerta nei giorni successivi; Trevi parte integrante del team come Società specialista. Li abbiamo convinti, la parte del Soil Mix è quella più

delicata di tutte le lavorazioni ed è sul cammino critico; se si sbaglia salta il programma di tutto il progetto. Hanno avuto un’enorme fiducia in noi anche se non abbiamo mai fatto un lavoro di queste dimensioni. Il 29 Giugno 2009 USACE aggiudica il progetto a Archer Western-Alberici in partnering con Treviicos e l’altro gruppo con Keller, che fino all’ultimo pensano di non avere concorrenti sul mercato, rimane a mani vuote. Sono per Trevi quasi 100 milioni di dollari di lavoro di soli servizi e senza i costi del cemento che rimangono a carico della JV. Un progetto enorme e questa volta siamo soli senza partner. Per le caratteristiche del progetto, per le incognite legate alla progettazione da completare durante il corso dei lavori e alla realizzazione, in quanto USACE non è ancora totalmente convinta che si possano realizzare quelle quantità nei tempi stabiliti, verrà applicato il metodo di lavoro chiamato Early Contractor Involvement, quello che abbiamo già usato a Tuttle Creek, in cui cliente, impresa generale e specialisti lavorano in partnering continuo, fianco a fianco per trovare soluzioni e implementarle. E anche un progetto in cui il cliente esige un approccio “fast track”, cioè si corre da subito con tempi molto stretti per la realizzazione. Un altro segnale dell’apprezzamento del lavoro svolto da Trevi nei vari progetti eseguiti. Cominceranno due anni di attività frenetica, nelle sedi e in cantiere. Ci sono da fare 18.000 colonne di terreno miscelato con cemento in un tempo ridotto per permettere una sequenza ottimale dei lavori di tutte le imprese coinvolte. Sono state ipotizzate attrezzature speciali non in produzione che utilizzano la tecnologia del Trevi Turbo Jet e sono da progettare e da realizzare da Soilmec a Cesena. E’ la storia che si ripete 30 anni dopo, la storia ricordata all’inizio alla diga del Khao Laem in Tailandia. La Soilmec che mette a disposizione i suoi ingegneri per sviluppare una nuova tecnologia in un cantiere Trevi. Coinvolgiamo con noi un’impresa giapponese come sub contrattista, FUDO, per una parte minore del progetto e partiamo. Le fasi concitate dei primi mesi, la squadra da costruire, le attrezzature da progettare e montare, la pressione del cliente, la progettazione delle colonne che procede insieme con la produzione; siamo in un vortice di attività con un’organizzazione che parte da zero ma che si appoggia su validi contributi da Boston e dall’Italia. Proprio dall’Italia arrivano a New Orleans alcuni tecnici Trevi tra cui Massimo Zearo che, pur con nessuna esperienza precedente in USA, prende in mano la complessa gestione operativa di centinaia di persone. Dopo 7 mesi dalla firma ci sono 6 attrezzature a doppia testa in cantiere venute dall’Italia e dal Giappone, 8 impianti di produzione della miscela necessaria per la miscelazione e 8 stazioni di pompaggio ad altissima capacità che lavorano 24 ore al giorno; circa 9000 cavalli di potenza impegnata per produrre più di 100,000 metri cubi di terreno trattato al mese. Ci sono circa un centinaio di tecnici dall’Italia, Argentina, Stati Uniti e si arrivano ad iniettare 23.000 tonnellate di cemento al mese traportato senza soste in cantiere e soprattutto, il tutto, con zero incidenti. Saranno raggiunti numeri da record, in termini di qualità,

produzione, risultato economico, credibilità, sicurezza sul lavoro; numeri che segneranno per sempre la storia dei progetti di questo tipo in USA e nel mondo. Il più grande progetto di miscelazione meccanica eseguito nel mondo (ad esclusione del Giappone) fino a quel momento. Il team in cantiere con Wes Schmutzler come Project Manager, Massimo Zearo, Filippo Leoni e tanti altri ad aiutare, il supporto dalle sedi in Italia per mettere a punto la tecnologia e con Alessandro Bertero a Boston, la Soilmec con il suo ufficio tecnico, la soluzione individuata, la determinazione e il duro lavoro saranno la chiave vincente di questa grande performance. Il 30 giugno 2011 con lo stato maggiore di USACE in cantiere, in anticipo sui tempi contrattuali e sotto un attento protocollo militare si celebra la cerimonia del “Mission Complete”. Oggi a più di 10 anni di distanza non si conoscono progetti realizzati sul mercato nordamericano con queste caratteristiche. Con il grande credito acquistato nei progetti dal 2014 in poi continua la partecipazione di Trevi ai progetti USACE, con l’aggiudicazione dei progetti di Bolivar Dam in Ohio per il distretto di Huntington, un lavoro di diaframmi importante per più di 40 Milioni di dollari dove è stato messo a punto un innovativo sistema di scavo e pulizia dei giunti tra pannelli, del progetto di SELA 22 e 26 a New Orleans dove viene applicato per la prima volta in USA la tecnologia del Jet Grouting ellittico, di WOOD River sul fiume Mississippi, in Illinois, con la realizzazione di una paratia plastica con il metodo SHS sviluppato a Herbert Hoover Dyke fino ad una profondità record di 60 metri, il Bechara Channel a Porto Rico. Progetti minori rispetto alle grandi dighe ma tutti progetti affrontati con la stessa determinazione e volontà; quella di offrire sempre soluzioni nuove ai problemi legati alla geotecnica con un approccio “out of the box” come si usa dire da qualche tempo. Non c’è niente di escluso, non c’è niente di scontato, si valutano i problemi e si affrontano con il massimo dell’apertura mentale. Come detto diventa determinante la squadra che trasforma idee in costruzioni e la Trevi in questi anni ha messo in piedi la migliore squadra possibile.

LPV 111 — New Orleans
LPV 111 — New Orleans
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