Memorie di cantiere
Moschea di El Ghouri — Micropali e iniezioni
Gianni Pagotto · 1993–1995

“ Moschea di El Ghouri ” Cairo, Egitto 1993 – 1995 Gianni Pagotto
Il 12 ottobre del 1992 un terremoto di magnitudo 5.9 (scala Richter) rilevato a circa 30 km a sud del Cairo colpì la città causando oltre 500 vittime e gravissimi danni in particolare al patrimonio artistico. La Trevi con la locale impresa di costruzioni The Arab Contractors fu incaricata dall’agenzia Egyptian Organization of Antiques (EOA) di ripristinare un adeguato livello di sicurezza delle fondazioni della moschea di El Ghouri e relativo minareto. La moschea con il suo caratteristico minareto a forma quadrata fa parte di un complesso funerario voluto dal sultano Quansuh El Ghouri nel 15031505 ed è situata nel centro storico del Cairo. Il sistema di vicoli stretti che la circondano su tre lati sono sede di mercatini e piccoli negozi molto attivi, di qui difficoltà logistiche del cantiere. Per meglio visualizzare la forma della struttura interessata dall’intervento, si riporta la pianta dell’opera a livello piano di calpestio della moschea, leggermente soprelevata rispetto al piano stradale. Le seguenti figure testimoniano alcuni dei danni più evidenti subiti dalle strutture a seguito del sisma. Lesioni verticali nel giunto tra moschea e minareto, sui muri perimetrali in particolare in corrispondenza di aperture (finestre e nicchie) e sulle volte.
Fra novembre ’92 e luglio ’93 furono organizzati alcuni sopralluoghi a cui parteciparono tecnici delle imprese coinvolte. Il referente per Arab Contractors era Hassan Saleh, già allievo di Bertero nel passato e qui ripreso in un cunicolo del piano seminterrato della moschea. Il rappresentante al Cairo della SoilMec, El Didi, qui ripreso lungo un vicolo perimetrale della moschea. E ovviamente Saverio Quarantini, capo commessa Trevi che, nelle foto di seguito riportate, nell’intento di fornire ai futuri direttore/operatori di cantiere un’idea degli spazi ridotti nel seminterrato in cui avrebbero dovuto operare le pur poliedriche attrezzature SoilMec, in assenza di strumentazione adeguata e memore delle antiche unità di misura antropomorfe (pollice, piede) ha proposto il “braccio” quale parametro di confronto.

Uno dei risultati più rilevante del sopralluogo fu comunque quello di constatare che la moschea era stata realizzata sulle fondazioni di una costruzione preesistente, forse di epoca tardo romana, considerata la tipologia di murature realizzate con paramenti esterni in blocchi di calcare riempiti da un conglomerato molto degradato composto da materiali di risulta delle costruzioni e terreni poco coesivi debolmente legati da malta di calce. In particolare la planimetria delle fondazioni non corrispondeva alla planimetria della moschea sovrastante, di qui la necessità di operare su tre livelli, interrato-stradale-pavimento soprelevato della moschea, sia nella progettazione che nell’esecuzione dell’intervento.
Lo scopo dell’intervento era quello di trasferire buona parte del carico verticale dalle fondazioni dirette esistenti a un sistema di fondazioni profonde. Il progetto si è svolto in due fasi, una prima fase con una progettazione “teorica” basata cioè sui dati disponibili relativi a geologia del sito e alle caratteristiche meccaniche delle strutture esistenti e una seconda in cui si è rivisto il progetto sulla base dei risultati di prove in situ su elementi in vera grandezza realizzati secondo le specifiche di progetto preliminari, in pratica prove su colonne di jet-grouting T1 (monofluido) armato, micropali iniettati a bassa pressione e murature consolidate da iniezioni cementizie per la parte di conglomerato molto degradato contenuto tra elementi lapidei laterali.
Perimetro del minareto lato strada. Jet-grouting T1 armati collegati alla struttura mediante trave in c.a., barre a taglio e parziale contatto diretto. Per il lato del minareto interno alla moschea (piano seminterrato) erano previsti micropali iniettati ad alta pressione aventi la stessa capacità portante degli elementi di jet-grouting e la stessa connessione con il minareto. Le travi su lati opposti erano collegate da tiranti passanti nel corpo del minareto.

Lo studio teorico si è basato sulle esperienze di autori quali C. Mascardi (1975), G.S. Littlejohn (1980), M. Bustamante-B. Doix (1985).
Perimetro moschea piano stradale. Micropali iniettati a bassa pressione collegati alla struttura mediante trave in c.a., barre a taglio e parziale contatto diretto.
Sono riportate a titolo illustrativo alcune sezioni rappresentative del progetto finale. La successione dell’esecuzione delle opere previste nel progetto procedeva dal piano seminterrato, al piano stradale, fino al piano di calpestio della moschea sopraelevato.

I risultati delle prove in vera grandezza hanno evidenziato un comportamento carico-cedimento delle colonne di jet-grouting T1 armato in buon accordo con le valutazioni teoriche mentre i micropali iniettati a bassa pressione hanno mostrato una capacità portante inferiore rispetto alle previsioni e questo ha comportato una revisione dell’intervento. Infine il consolidamento delle murature è stato richiesto per permettere il trasferimento dei carichi dalle strutture esistenti alle nuove fondazioni profonde, sia tramite collegamenti a taglio, che con trasferimenti diretti.
Per ogni piano, la sequenza dei lavori era la seguente: • Realizzazione dei nuovi elementi di fondazione profonda (micropali, jet-grouting T1) • Consolidamento delle murature mediante iniezioni di miscele cementizie a bassa pressione e inserimento di barre di cucitura (nails) • Scavo per campioni di trincee a lato della muratura per la realizzazione di travi/solette di collegamento tra nuove fondazioni e murature consolidate • Esecuzione delle barre di collegamento a taglio • Costruzione di travi/solette in cemento armato. Le principali attrezzature messe in campo per la realizzazione delle fondazioni profonde sono state la SM-505 per il jet-grouting T1 relativo al minareto, la SM405 per i micropali lungo il perimetro esterno della moschea e la SM-103 per i micropali negli ambienti interni la moschea. Tutte macchine prodotte dalla Soilmece qui di seguito si riportano alcune immagini relative a queste attrezzature
e agli impianti ausiliari (sili per stoccaggio cementi, stazione di confezione e pompaggio miscele cementizie). Questa figura permette anche di apprezzare gli spazi ridotti in cui si è trovato ad operare il cantiere in presenza di un flusso elevato di persone a ridosso del medesimo.

Moschea piano seminterrato. Micropali iniettati a bassa pressione collegati alla struttura mediante soletta in c.a., barre a taglio e parziale contatto diretto
