Memorie di cantiere
Biblioteca Alessandrina — Diaframmi continui
Tiberio Minotti · 1995–1997
“ Bibliotheca Alexandrina” Alessandria d’Egitto 1995 – 1996 Tiberio Minotti
La rinascita dell’ Antica Biblioteca di Alessandria d’Egitto. Ci sono voluti 220 millioni di dollari, sette anni di lavori, un consorzio di architetti, Snøhetta/Hamza ed un consorzio italo-egiziano formato da Rodio-Trevi-Arab Contractor (RTA) per far risorgere la più famosa biblioteca dell’antichità. Nella città egiziana fondata da Alessandro Magno, che fu la culla della cultura ellenistica e dove Cleopatra conquistò il cuore di Giulio Cesare, è rinata infatti nel 2002 la nuova biblioteca di Alessandria d’Egitto. Concepita in una forma circolare ed inclinata di 16˚ verso il Mediterraneo per rappresentare un sole “un nuovo simbolo per l’apprendimento, la cultura e la natura ciclica della conoscenza, fluida nel tempo” Questo grande disco discendente verso il mare, realizzato con il granito di Assuan, fino a 32 metri di altezza, è stato ricoperto da incisioni come un grande graffito monolitico con grafemi di 120 diverse lingue, sia parlate che estinte, un altro richiamo alla leggendaria biblioteca che radunò a sé i più grandi sapienti del mondo antico. Il desiderio di Tolomeo alla fine del quarto secolo A.C. di “raccogliere tutti i libri del mondo” viene ora esaudito alla fine del ventesimo secolo D.C. con l’invito a raccogliere “gli scritti di tutti i popoli”. I lavori per la realizzazione delle fondazioni della biblioteca e del planetario sono iniziati nel 1995, sotto l’egida dell’UNESCO, che nel 1988 aveva indetto la gara per la progettazione, aggiudicata poi allo studio norvegese Snøhetta, risultato primo fra 1.400 contendenti. La progettazione doveva prevedere una durata della struttura fissata in 200 anni, in ambiente altamente aggressivo: il Mare Mediterraneo, distante circa 40 metri. Per questo motivo le specifiche tecniche, molto stringenti, richiedevano l’impiego di cementi con caratteristiche tali da non essere prodotto localmente. Pertanto, più di 33.000 ton di cemento d’altoforno sono state importate via mare dall’Italia. Inoltre, la particolare conformazione della struttura ha comportato carichi asimmetrici sulle fondazioni che, sommati alle difficili condizioni geologiche, hanno implicato la necessità di strutture molto complesse ed articolate. La forma semicircolare e la presenza di edifici vicini ha determinato la necessità di realizzare il diaframma perimetrale, senza discontinuità nelle armature d’acciaio. Con i suoi 160 metri di diametro, 35 metri di profondità e 1,2 metri di spessore è stato il più grande diaframma, ad armatura continua, mai realizzato al mondo. In questo progetto sono state applicate tecnologie che allora costituivano lo “stato dell’arte” della geotecnica applicata all’ingegneria.
Qui di seguito le quantità eseguite: • Diaframma: 28,800 mq scavato con idrofresa • Pali trivellati: n° 134 diam. 1,500 mm, n° 325 pali diam. 1,200 mm e n° 143 diam. 1,000 mm. • Jet-Grouting: n° 2,700 colonne, pari a 29,500 ml

Sono stati inoltre eseguiti 24 pozzi d’acqua con relativi piezometri, lo scavo del materiale (262,500 m³), l’impermeabilizzazione con membrana in HDPE (24,200 mq) e l’armatura e getto di calcestruzzo della platea di fondazione. Durata dei lavori: dal 15.05.1995 al 31.12.1996 Valore del contratto: US$ 59,985,000.00 Le difficoltà tecniche e realizzative del progetto hanno richiesto un grande impegno da parte di tutti gli operativi coinvolti nel progetto, meravigliosamente supportati dal personale di Sede, sempre estremamente presente e disponibile per ogni evenienza. Il personale espatriato, utilizzato nel progetto ha raggiunto un picco di 65 unità (62 italiani, 1 giordano, 1 argentino ed 1 americano). Del personale espatriato faceva parte anche un cuoco di Cesenatico che sovrintendeva al vitto per tutto il personale. Per l’alloggio si era affittato un intero albergo, situato nelle vicinanze di Alessandria oltre ad una palazzina in cui abitavano una decina di espatriati con le rispettive famiglie. Il numero del personale locale invece ha raggiunto un numero massimo di 835 persone, suddivise in 75 impiegati e 760 operai. Sono state utilizzate 2 idrofrese, 16 grù, 5 rotary, 4 sonde, 4 impianti di iniezione, 3 pompe da jet-grouting, 16 pompe di iniezione, 2 impianti di calcestruzzo e 2 dissabbiatori. Sono stati gettati in opera 76,100 mᵌ di calcestruzzo per il diaframma, pali e platea di fondazione con 12,100 ton di ferro d’armatura. Il cantiere, situato sulla “corniche” di Alessandria, è sempre stato oggetto d’interesse per l’opinione pubblica locale e per i media, anche internazionali. I servizi giornalistici e televisivi erano all’ordine del giorno durante tutto lo svolgimento dei nostri lavori. Numerosi articoli sono stati pubblicati da riviste tecniche del settore. Inoltre, l’allora Presidente egiziano Muhammad Hosni Sayyid Ibrahim Mubārak ha visitato il cantiere per ben due volte. La realizzazione della nuova Biblioteca di Alessandria è stato un progetto prestigioso, altamente impegnativo, sfidante e stimolante per tutti. Acquisito prima e portato a termine con successo poi, grazie al contributo di ogni singola persona coinvolta in ogni singola fase del percorso. Un vero esempio di “Team Work” che ha amalgamato al meglio le competenze e le personalità dei singoli, al fine di raggiungere un ambizioso obiettivo comune e condiviso. Una esperienza di vita e professionale estremamente gratificante.


