Memorie di cantiere
La Grande Avventura
Stefano Trevisani · 2001–2021
“ La Grande Avventura ” Vent’anni di sfide totali e di sviluppo per diventare il leader nel mondo. Trevi le dighe americane e non solo; la storia che si ripete per essere sempre diversa. 2001 – 2021 Stefano Trevisani
La geotecnica non è una scienza esatta ma l’insieme di conoscenze teoriche ed empiriche che necessita sempre di persone motivate e determinate per mettere in pratica concetti teorici, e riuscire a costruire anche nelle situazioni più complesse. Le dighe sono infrastrutture strategiche nella nostra società, le uniche, nell’ingegneria delle costruzioni, che sempre hanno un impatto su milioni di persone e soprattutto quando, in condizioni critiche, diventano un enorme potenziale pericolo. Dopo le esperienze di Rodio con USACE, US Army Corps Of Engineers, all’inizio degli anni 90 per la realizzazione di una barriera impermeabile per la diga di Beaver Dam in Arkansas, cominciamo a guardare con interesse il mondo delle riabilitazioni di dighe esistenti in USA. A Beaver Dam fu impiegata la stessa tecnologia messa a punto per la prima volta dalla J.V. Trevi-Rodio nei primi anni ‘80 in Tailandia ai confini con la Birmania, nella Diga del Khao Laem, sul fiume Kwai, a Nord della località conosciuta per il famoso film bellico “Il ponte sul fiume Kwai”, dove il sistema di pali secanti realizzati con martelli ad aria compressa di grade diametro, diede risultati molto soddisfacenti. Le attrezzature per il lavoro vengono progettate e realizzate dalla Soilmec a Cesena, trasportate in Tailandia e messe in produzione per realizzare il primo intervento all’estero di una lunga serie di lavori in questo settore: si era aperta una strada verso il futuro ma nessuno dei protagonisti ancora lo sapeva e di certo mai ne avrebbero immaginato il percorso e l’importanza. USACE, il Genio Militare americano, il nostro futuro cliente, è un’entità facente parte dell’esercito americano ma con una struttura organizzativa principalmente di civili e utilizza fondi federali per finanziare progetti relativi a corsi d’acqua sia USA che all’estero. Sono 712 le dighe gestite da USACE e molte in condizioni critiche. L’esperienza di Trevi nel settore delle dighe, oltre alla Tailandia, si consolida all’inizio degli anni ‘80 con la realizzazione di diverse dighe in Argentina sul fiume Limay, Alicurà, Piedra del Aguila, Pichi Picun Leufù, El Chocón e poi ancora, a Paso Piedras e nella grande diga di Yaciretà, tra Argentina e Paraguay.
Dall’inizio degli anni ’90, l’esperienza del consolidamento delle dighe si consolida con l’esecuzione i diversi interventi in Algeria, quindi in Cina a Ertan Dam ed in Venezuela a Borde Seco. Erano progetti che avevano tutte le stesse caratteristiche, cioè quella di essere quasi sempre cantieri di dighe di nuova costruzione. Questi cantieri sono sempre grandi opere con durata pluriennale, ovvero lunghe esperienze lavorative; i costruttori italiani sono sempre stati protagonisti nella storia delle costruzioni di dighe nel mondo fin dall’inizio degli anni 50. Sono progetti quasi sempre in zone remote dove si costruiscono comunità locali temporanee tra persone che spesso con le loro famiglie arrivano da paesi diversi con esperienze diverse e dove nascono e si rafforzano rapporti umani forgiati dalle difficoltà in cui si vive. Grandi esperienze di vita. Negli ultimi venti anni la costruzione di nuove dighe è diventata sempre più rara ed oggi è tempo di lavorare sulle riparazioni che si rendono necessarie nelle dighe esistenti. Questi tipi di progetto sono interventi che richiedono grandi capacità di stima e studio, grandi capacità di realizzare quello che si è pensato di fare, grandi sfide perché nascono sempre con qualche rischio tecnico e tecnologico da risolvere che, se non studiato bene, può portare a enormi perdite economiche e finanziarie. A quel tempo, ci sono state diverse esperienze anche molto negative fatte dai nostri concorrenti internazionali, Rodio, Soletanche, Bauer…..! Ogni volta che si decide di partecipare a questo tipo di progetto già si sa che si rischiano conseguenze che possono mettere in grave difficoltà tutta l’impresa; solo l’esperienza tecnologica dell’Impresa e la caparbietà degli uomini che gestiscono il progetto, possono attenuare questi rischi