Memorie di cantiere
Metropolitana di Roma
Marco Biferali · 1994–1995

“ Nel sottosuolo della capitale.” Metropolitana di Roma. Linea A. Stazione di Aurelia-Cornelia 1994 -1995 Marco Biferali Con la collaborazione di: Massimo Peloso
Il completamento della metropolitana di Roma si inquadra in un contesto di ampiamento e potenziamento dei trasporti urbani della capitale. La realizzazione della stazione Aurelia-Cornelia, penultima stazione,del tratto Ottaviano-Battistini fu affidata alla impresa Impregilo spa, dalla concessionaria del Comune di Roma Intermetro, con l’incarico dello scavo della galleria e delle opere connesse alla stazione. Questa stazione, in particolare, è stata realizzata ad una quota di circa 40 metri di profondità, in quanto la zona si trovava più in alto, per motivi archeologici, rispetto alle stazione dello stesso tratto. L’ intero cantiere occupava un’area di circa 130 x 40 metri di larghezza, ed era ubicato in “Piazza dei Giureconsulti”, che era ed è tutt’ora una zona intensamente popolata e ad alta attività commerciale. IL PROGETTO Per sfruttare questa differenza di quota fu ritenuto di utilizzare il volume sovrastante la stazione, la cui sommità era a quota -35 dal p.c. per la realizzazione di un parcheggio di cinque piani, vedi fig. 1. interrato meccanizzato di circa 700 p.a. L’obbiettivo era quello dì incentivare l’uso della metropolitana dotandola di un parcheggio comunicante con la stazione. LE PARATIE Al fine di garantire la stabilità del terreno durante lo scavo si rese necessario la costruzione di paratie perimetrali, ubicate in alcuni punti ad una distanza di circa tre metri dai fabbricati. I lavori di costruzione dei diaframmi di contenimento e del consolidamento del tampone di fondo ci furono affidati nel primo trimestre 1994. Le paratie in particolare, secondo il progetto originale dovevano essere realizzate a cannocchiale in due fasi, compromettendo così la continuità dei lavori ed anche la viabilità, estremamente vincolante ai fini della programmazione dei lavori stessi. Verificato tutto ciò, su proposta della ns. azienda, la stessa Impregilo e la Intermetro iniziarono ad esaminare la possibilità della costruzione di un diaframma continuo perimetrale, in unica fase, fino alla profondità di 45 metri, e di un diaframma centrale, non continuo, fino alla profondità di 60 metri. La realizzazione di questi diaframmi, oltre alla iniziale diffidenza della committente e della concessionaria, ed alcune ns. perplessità, (si trattava di profondità dei diaframmi mai raggiunte in quel periodo) comportò l’esame di una serie di problematiche relative alla tecnica di scavo ed al rispetto della verticalità.
Le esigenze di progetto imponevano una deviazione massima dell 1 % della lunghezza totale del diaframma, in quanto il suo mancato rispetto avrebbe penalizzato le dimensioni del parcheggio e della galleria. Fu quindi necessario eseguire alcune prove di scavo in situ e di controllo della verticalità. Il problema di scavo fu risolto mediante l’impiego di una benna mordente a funi Soilmec BFH-7 ottenendo, dopo alcune prove di scavo, la precisione desiderata . Inoltre nei diaframmi di 60 metri fu necessario ridurre i tempi di discesa e di risalita della benna per non innescare problemi di turbolenza che avrebbero compromesso la stabilità delle pareti. Di particolare importanza per il controllo della verticalità, fu il contributo del ns. servizio tecnologico, con la messa a punto ed impiego del sistema monitor Eco U/s della Koden, che ha permesso di verificare le dimensioni e lo scostamento dalla verticale di ogni perforazione . Tutti questi parametri venivano registrati su carta sensibile e quindi leggibili graficamente. Non meno importante è stato, sempre sviluppato dal ns. servizio tecnologico, il controllo della verticalità effettuata a varie profondità di scavo, tramite una coppia di inclinometri montati su due assi principali della benna stessa.

Il tampone di fondo Per contrastare la tendenza della paratia a convergere verso il centro durante lo scavo, si rese necessario il consolidamento dei terreni tra -40 e-45 metri. A quei livelli come evidenziato in fig. 2 sono presenti sabbie molto fini passanti a sabbie con ghiaie talvolta cementate. Era stata inoltre evidenziata la presenza due falde a quote 14,60 e 33,40 dal p.c. Si è provveduto quindi al consolidamento del terreno alla profondità sopracitate mediante la tecnica del jet-grouting, con lo scopo anche di formare un tampone impermeabile per contenere
le infiltrazioni idriche. L’intervento è consistito in circa 3000 trattamenti su tutta la superfice dell’opera con maglia quiconce di 1metro per 1,20. Per il trattamento jet-grouting fu utilizzata, e qui da sottolineare il contributo del ns. SIA, una attrezzatura EC-55 montata su una gru Link-Belt 338 con una antenna della lunghezza di circa 55 metri a due rotary utilizzabili sia in coppia che singolarmente vedi fig. 3. A questo proposito vorrei ricordare la preoccupazione dei presenti, in particolare di Gino Pari e dello staff Impregilo, nel momento del montaggio e sollevamento della antenna. Preoccupazione che fu condivisa anche dagli abitanti dei fabbricati adiacenti che videro sovrastrare i loro fabbricati mediamente di 10 piani da un traliccio ben più alto. E la preoccupazione del capo cantiere, ancorchè giovane, con sto traliccio alto all’infinito e dal quale piovevano ogni giorno 2×3 bulloni/dadi di ignota provenienza….col buon vecchio Viroli che si arrampicava su per i tralicci come una scimmia ………Poco dopo avemmo anche il sorvolo di controllo di un elicottero della polizia di stato. L’utilizzo di queste due attrezzature con funzioni identiche ma con dimensioni diverse fu estremamente produttivo, si raggiunse una produzione giornaliera medi di 16 trattamenti, in quanto questa poliedricità di manovra e di dimensioni permise di raggiungere anche zone anguste ed a ridosso dei fabbricati. In particolare, proprio l’utilizzo di tutte queste attrezzature, la loro disposizione, la tipologia e la logistica del cantiere fu meta di continue visite anche di numerosi potenziali clienti Soilmec. Controllo del consolidamento. Per verificare il miglioramento delle caratteristiche meccaniche del terreno dopo il trattamento sono state eseguite dalla società Progeo di Forli delle misure in situ cross-hole. Le misure sono state realizzate tra una serie di sondaggi realizzati nel terreno oggetto del consolidamento e nel terreno naturale vedi schema fig.5 Sulla base dei risultati fu rilevato che il settore consolidato presentava dei parametri considerevolmente aumentati rispetto al terreno vergine. vedi fig.6. Lo stesso consolidamento ha formato un tampone impermeabilizzante, verificato anche durante lo scavo, con piena soddisfazione della committenza. Conclusioni La costruzione delle paratie in un’unica fase di scavo contribuì in modo positivo alla logistica del cantiere ed in particolare al rapido ripristino della viabilità. Non di meno diminuì i tempi di copertura del manufatto permettendo lo scavo sotto copertura, e quindi limitò anche il disagio agli abitanti degli edifici limitrofi. Inoltre ha permesso l’allargamento della stazione stessa con il recupero, sempre che la memoria non mi inganni, di due binari di manovra. Il problema delle emissioni di rumore delle macchine fu risolto grazie alle attrezzature di perforazione e di pompaggio della Soilmec che producevano valori di db molto contenuti ed in linea con i valori ammessi in zona urbana. Per quanto al parcheggio meccanizzato sovrastante la stazione, sebbene i tecnici della Comau, fornitrice dell’impianto abbiano lavorato a lungo per la posa in opera e la messa in funzione, non ha avuto vita lunga, anzi direi che non è mai iniziata. la mancanza di una viabilità e segnaletica adeguata, i tempi lunghi di insilamento e recupero delle vetture, gli ingressi non adeguati ed in numero insufficiente, sebbene sia stato inaugurato ben tre volte, dai diversi sindaci del periodo e successivamente, non è mai andato in funzione, e giace tutt’ora al di sotto della piazza. Ricordo in particolare l’apporto dei servizi di sede, a tutte le maestranze im-
Giovanni Rossetti consulente Energy service
Squadra calcetto TREVI ROMA anni 1994-1995
Mr Alfio Mura, the gentleman, Energy Service Talamo Michele (che si vantava di giocare a tennis con i Trevisani…) “Immigrato” Assid iraniano, amico di Tirozzi; Di Nuzzo non ricordo il nome inizia x G….. Il grande, L’unico, L’ inimitabile : Vincenzoooo Tirozziii …..IO…….Massimo Peloso Dott. Francesco Parisella… E infine……. THE PRESIDENT Dott. Marcoooooooo Biferaliiiiiiii
piegate, che hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi aziendali, alla qualità del lavoro, al rispetto dei tempi previsti nel cronoprogramma (termine del ns. cantiere nel dicembre 1995) ed alla formazione di una vera squadra. Una vera squadra, anche sotto il profilo sportivo ( vedi foto…), contribuendo al raggiungimento di ben due finali nei due tornei di calcetto organizzati dall’Impregilo. Vincemmo una medaglia d’oro ed una d’argento, con relative coppe, sempre battendo la stessa Impregilo, ed anche, a suo tempo, i ns. avversari di lavoro più temuti, quale la Rodio spa. La targa riportata in fig.7 fu consegnata in un incontro conviviale (cena di fine cantiere) al sig, Cesare Trevisani ed a noi presenti. Vedi in fig.8. l’organigramma del cantiere.

