Memorie di cantiere
Pensieri… grazie Trevi!
Paolo Marcellino
Ho avuto l’onore di far parte del Gruppo Trevi a partire dal 1972, quando era un gruppo di poche decine di persone. Per quel giovane ingegnere che si era appassionato alla geotecnica seguendo le prime lezioni tenute in Italia, al Politecnico di Torino, dal Professor Michele Jamiolkowski, è stata una fortuna unica nel campo professionale. Quel giovane era divenuto parte di un efficiente e affiatato gruppo di lavoro: tutti loro, partendo praticamente dal nulla, hanno potuto cimentarsi nella realizzazione di importanti opere, applicando tecnologie e modalità costruttive innovative e sempre all’avanguardia. Un modo di operare figlio della “visione” di Davide, che ha consentito alla Trevi di diventare, negli anni a seguire, una società leader a livello internazionale nel settore geotecnico per le tecnologie e attrezzature speciali (SoilMec). Non posso non ricordare alcuni compagni, membri di quel gruppo che, nella sua lungimiranza, il Cavalier Davide Trevisani, con l’aiuto di suo fratello Gianluigi, era riuscito a costituire (in ordine assolutamente casuale): Ing. R.Caporali, Dott. U.Caporali, Ing. G.Forlivesi, Ing. M.Pedrelli, F.Casadei, A.Bondanini, Ing. L.Biserna, Ing. G.Botto, Dott. Belletti, Mancini, Pasti, Dott. S.Quarantini, Ing.M. Bertero e mi scuseranno gli altri.
Porto industriale di Gioia Tauro
Tornando indietro con la memoria ad alcuni dei grandi cantieri fra il ‘72 e i primi anni ‘90 e agli sviluppi tecnologici scaturiti, vorrei menzionare: • i pali a grande diametro a circolazione inversa sul fiume Paranà in Venezuela; • la realizzazione di molte stazioni della metropolitana di Caracas, con opere con diaframmi multitirantati di notevole profondità; • nello stesso periodo, la costituzione della società Tecnosol divenuta in pochi anni una delle principali Società di riferimento in Italia ed all’estero nel settore delle indagini geognostiche e ricerca idrica; • il cantiere per la realizzazione della Centrale Termoelettrica di Porto Tolle-ENEL, con l’utilizzo di tecnologie innovative all’avanguardia: oltre 9000 pali, con lamierino a perdere di ridotto spessore, del diametro da 508 mm infissi con mandrino sino a 40-46 m di profondità con capacità portante in esercizio anche superiore ai 1500 kN, per un totale di pali infissi dell’ordine di 192 km. Per lo stesso cantiere la messa a punto di un nuovo tipo di dreno “Soil-Drain”, prefabbricato circolare con un’efficienza superiore a qualsiasi altro dreno prefabbricato esistente allora sul mercato, per un totale di dreni infissi dell’ordine dei 120 km; • la messa a punto di attrezzature e tecnologie per la realizzazione dei pali battuti eseguiti in opera senza asportazione di terreno in sostituzione del tradizionale palo tipo Franki, palo molto performante ma la cui efficienza risultava di fatto troppo dipendente dalle capacità operative ed esperienza delle maestranze che operavano in cantiere. Pertanto è stata individuata una nuova tecnica,

concettualmente simile al palo Franki, denominata palo VIBROTREVI, eseguito mediante infissione di un tubo forma chiuso al fondo da un fondello a perdere. Tale tecnica e le attrezzature appositamente progettate consentivano di raggiungere profondità di infissione di 25-27 metri con diametri variabili da 335 a 610 mm. Poco dopo seguì la messa a punto di attrezzature e metodologie per l’esecuzione di una nuova tecnologia di pali trivellati, i pali Trelicon ad elica continua, che consentivano la realizzazione di pali in qualsiasi tipo di terreno senza necessità di fluidi di sostentamento o rivestimento della perforazione, con evidenti vantaggi ambientali e temporali, e in grado di esplicare valori di portanza maggiori dei tradizionali pali trivellati;
Centrale Termoelettrica di porto Tolle-ENEL
Third Mainland Bridge a Lagos

• la realizzazione in Nigeria delle fondazioni del Third Mainland Bridge a Lagos, viadotto nella laguna di Lagos con uno sviluppo di circa 1km; • la realizzazione delle banchine del Porto industriale di Gioia Tauro – con l’esecuzione di diaframmi a T realizzati con una benna a tre valve spinti sino a 30 m di profondità (per uno sviluppo totale di circa 220.000 m2) ancorati ad un cavalletto di pali trivellati di grande diametro, inclinati di 16° (per un totale di circa 110km di pali) che per essere realizzati hanno richiesto un’innovazione tecnologica unica nel suo genere, come è visualizzato nelle figure; • i lavori per la costruzione del porto di Bandar Abbas in Iran, con la realizzazione di diaframmi a T eseguiti con una benna a tre valve di considerevoli dimensioni 3,5 m3,5 m 0,8 m spinti fino a 36 m di profondità (per uno sviluppo di oltre 5 Km) oltre a tiranti da 11-14 trefoli con lunghezza fino a 50 m e diaframmi plastici; • l’introduzione in Italia del sistema Jet-Grouting tipo trifluido della Kajima, da allora ampiamente impiegato, sperimentato e modificato; • a partire dal 1990 al 2001 partecipazione al Consorzio Progetto Torre di Pisa, con la realizzazione dell’intervento “provvisorio” consistito: -i) nell’applicazione alla Torre di un contrappeso di circa 1.000 tonnellate sul lato Nord; il contrappeso era costituito da una catasta di lingotti di piombo, -ii) nello studio e messa a punto di un sistema di sotto-escavazione della Torre, come intervento definitivo che ha consentito una rotazione verso Nord, di circa mezzo grado sessagesimale, corrispondente a uno spostamento della settima cornice di circa 43 cm ed un abbassamento di circa 17 cm, riportando la pendenza della Torre a quella che aveva circa due secoli fa, e quindi incrementando in misura significativa il grado di sicurezza del monumento nei confronti della instabilità. Da questo breve ed incompleto excursus si può comprendere come la TREVI abbia espresso il meglio e la vera essenza di un’Imprenditorialità che vede nella ricerca e nell’innovazione le chiavi del suo stare sul mercato e creare profitto, che ha la sua forza nella capacità di fare squadra, dando valore ai dipendenti, inducendoli a dare il meglio di loro stessi, stimolandoli a scoprire e far emergere le proprie attitudini. Per questo, per la scuola di vita che ha rappresentato per tutti noi, e per quanto non si riesce a trasmettere scrivendo, non posso che dire… Grazie TREVI !
