Dal libro
A bocce ferme
La ristrutturazione del debito e l'uscita dei Trevisani

Basta cercare in rete «Gruppo Trevi» e gli anni dal 2017 al 2020 per imbattersi in una pletora di articoli e comunicati. Letti in fila, non restituiscono un'immagine incoraggiante e, soprattutto, offrono una versione quasi univoca dei fatti: una battaglia tra l'azionista di maggioranza, la Trevi Holding della famiglia, e alcuni azionisti istituzionali.
Compare spesso una parola, «discontinuità», che sottintende la necessità di interrompere un ciclo di indebitamento attribuito a scelte sbagliate di chi era al comando. È come se l'epilogo di una storia lunga più di sessant'anni – e in massima parte positiva – fosse stato inciso e ascoltato in mono.
A bocce ferme, il libro prova a creare l'effetto «stereo»: attraverso la voce di Stefano Trevisani, ultimo amministratore delegato di Trevifin della famiglia, ricostruisce una sequenza di fatti complessi che la cronaca aveva semplificato.
Tratto da «Con trecentomila lire. Storia di un'avventura imprenditoriale italiana — I Trevisani e il Gruppo Trevi dal 1957 al 2020», di Lucio Garofalo (Trevi Holding, 2025). Continua a leggere nel libro.