Trevi Holding

Dal libro

Inventare quello che non c’è

La serie MT, la gavetta e il gusto dell'innovazione

Una macchina della serie MT
Una macchina della serie MT
Disegno tecnico MT, 1965
Disegno tecnico MT, 1965

La serie MT aveva fatto conoscere la Pali Trevisani, mostrandone la capacità di elaborare nuove soluzioni anche dove si pensava non ci fosse più nulla da inventare. Dal porto di Ravenna alle commesse per Montecatini ed Enel, fino al drenaggio per la terza pista di Fiumicino, l'impresa cresceva.

Nell'estate del 1962, fresco di diploma, arriva in cantiere a Quarto Oggiaro il secondo dei Trevisani, Gianluigi. Non incarichi di controllo, ma il grembiule dell'operaio apprendista, agli ordini del capocantiere Vittorio Casacci, figura quasi mitologica e di ferrea fede comunista. La gavetta è dura: dopo un pomeriggio passato a saldare senza occhiali, il ragazzo prende «la cieca». Il rimedio di Casacci è spiccio: «Taglia una patata a fette e mettile sugli occhi».

Da quella scuola severa, e dalla voglia di inventare ciò che non c'è, sarebbe nata la svolta tecnologica dell'impresa.


Tratto da «Con trecentomila lire. Storia di un'avventura imprenditoriale italiana — I Trevisani e il Gruppo Trevi dal 1957 al 2020», di Lucio Garofalo (Trevi Holding, 2025). Continua a leggere nel libro.