Trevi Holding

Dal libro

Odissea nello stretto di Hormuz

Il porto di Bandar Abbas, Iran

Il cantiere del porto di Bandar Abbas
Il cantiere del porto di Bandar Abbas
Le gru al lavoro a Bandar Abbas
Le gru al lavoro a Bandar Abbas

Nel golfo Persico c'è una strozzatura che ricorda un gomito: lo stretto di Hormuz, da cui passa un quinto del petrolio prodotto nel mondo. Un posto difficile, dove d'estate il termometro supera i 55 gradi con punte del 96% di umidità, e il lato iraniano è soggetto a forti terremoti.

In questo scenario, nei primi anni Settanta, il governo dello Shàh decide di costruire il nuovo porto di Bandar Abbas, strategico fin dall'antichità perché collocato a metà dello stretto. Per dimensioni, complessità tecnica, durata dei lavori e risvolti politici, l'opera merita di essere trattata come un caso a sé.

Alla vicenda è legato anche un pezzo di storia economica italiana, racchiuso nell'acronimo IRI e nel ruolo di Italstat, l'azienda di Stato che chiama in causa l'impresa di Cesena. È l'inizio di una lunga, autentica odissea mediterranea e geopolitica, raccontata nel libro in tutte le sue tappe.


Tratto da «Con trecentomila lire. Storia di un'avventura imprenditoriale italiana — I Trevisani e il Gruppo Trevi dal 1957 al 2020», di Lucio Garofalo (Trevi Holding, 2025). Continua a leggere nel libro.